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Si alza la voce dei consorzi socio assistenziali piemontesi contro i tagli annunciati dalla Regione PDF Stampa E-mail

 I consorzi socio assistenziali piemontesi , fra i quali anche il Cisa di Nichelino, protestano contro il ridimensionamento di circa 43 milioni sul bilancio assestato del 2009 in relazione al bilancio regionale del 2010. 37 direttori e responsabili dei settori assistenziali di Comuni e Consorzi piemontesi hanno firmato e inviato alla Regione un documento in cui spiegano i motivi del loro disappunto.

Ritengono che il taglio annunciato comporterà una ricaduta generalizzata di difficoltà gestionale destinata a ripercuotersi sulle situazioni di conclamata indigenza in particolare con la sospensione di servizi, l’aumento delle “liste di attesa” e la diminuzione di circa mille posti di lavoro.

I direttori, fra i quali c’è anche Virgilio Scansetti del Cisa di Nichelino, lamentano mancanza di informazioni e di confronto con i direttori degli assessorati regionali alla Sanità e alle Politiche Sociali. Soprattutto riguardo alle ricadute che i “tagli” di bilancio comporteranno, all’incertezza connessa alle azioni di prevenzione che una politica di welfare comunque declinata prevede, all’impellenza di inderogabili decisioni politiche connesse alle scelte prioritarie che i Comuni vorranno indicare agli enti gestori.

In relazione ai tagli i direttori ipotizzano alcuni interventi drastici che potrebbero risultare improcrastinabili:

1) tagli dei contributi alle famiglie indigenti, in un quadro di difficoltà economica generalizzata, con possibili ricadute sull’ordine sociale e sulla sicurezza pubblica.

2) tagli agli interventi per la tutela del “disagio minorile” che si sta evidenziando come la più preoccupante emergenza

3) tagli delle borse lavoro per i disabili e conseguente mancanza di incentivi per favorire l’autonomia e un minor costo sociale di questa categoria di persone

4) tagli dell’assistenza domiciliare per anziani con conseguente maggior costo per le famiglie e diminuzione dei posti di lavoro esternalizzati

 5) tagli delle integrazioni delle rette per anziani ricoverati in strutture residenziali e incremento delle “liste d’attesa” con probabile aumento dei costi sanitari per possibili ricoveri ospedalieri impropri.

Infine, nel documento, si ricorda che gli interventi per le persone non autosufficienti (anziani e disabili) regolati dai Lea (Livelli essenziali di assistenza) impongono l’obbligatorietà delle prestazioni e pertanto vincolano Asl ed enti gestori a garantirle in quanto esigibili per legge.

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